LGBTI è un acronimo di derivazione anglosassone che sta per: Lesbica, Gay, Bisessuale, Transgender/Transessuale, Intersessuale.  Si può anche trovare l'acronimo LGBTQI, dove la "Q" sta ad indicare il termine 'queer', che in inglese significa 'strano', 'insolito'.

Lesbica  si riferisce alla omosessualità femminile, specificando terminologicamente una precisa identità sessuale, declinata al femminile. Si tratta del riconoscimento di una differenza fin nel linguaggio.

Il termine gay viene generalmente utilizzato in riferimento alla sessualità  maschile ed inizialmente veniva usato in una accezione dispregiativa. La sua diffusione si deve all'attivismo per i diritti civili, ha quindi una valenza sociale e culturale. E' molto diffuso in questo senso come aggettivo: locale gay, consapevolezza gay, letteratura gay e così via. Il Gay Pride è una della manifestazioni in cui si esprime il sentimento di orgoglio rispetto alle personali scelte culturali e di orientamento sessuale.

Bisessuale si riferisce  alla possibilità di intrattenere relazioni affettive e sessuali con persone  del proprio sesso biologico oppure dell’altro sesso. Si tratta di un orientamento sessuale, non coinvolge l’identità di genere: la persona riconosce di appartenere con soddisfazione al genere maschile o femminile, non ha alcuna intenzione di cambiare i propri caratteri sessuali.

Il termine transessuale  si riferisce a coloro che sentono di appartenere al genere opposto rispetto a quello relativo ai caratteri sessuali espressi. A volte seguono l’iter di riassegnazione chirurgica del sesso  per modificare la conformazione dei propri genitali. In Italia questo processo è  disciplinato dalla legge 164 del 1982. In queste persone il sesso biologico e l'identità di genere non coincidono. 

Nell'identità di genere non vi è coincidenza tra  la biologia degli apparati sessuali ed i fattori psicologici, sociali e culturali che determinano l'essere uomo o donna:  c'è una non coincidenza tra l’appartenenza di genere e la fisionomia fisica degli apparati sessuali.

L'identità di genere è quindi il riconoscimento di appartenenza al genere maschile o femminile: nelle persone transessuali vi è un sentimento di appartenenza al genere opposto a quello espresso nei propri caratteri sessuali.

Il transgender invece afferma il  suo  non sentirsi appartenente né all'uno né all'altro genere in maniera rigida.

Intersessuale si riferisce ad una persona che nasce con i genitali e/o i caratteri sessuali secondari che non possono essere definiti come esclusivamente maschili o femminili.

Queer è infine un termine inglese che significa strano, insolito. E' stato utilizzato all'inizio in senso dispregiativo verso le persone omosessuali, ma il  movimento LGBT ne ha capovolto il significato enfatizzando gli aspetti positivi relativi sia all'identità di genere che all'orientamento sessuale.

Quest'ultimo termine viene usato per indicare l'attrazione sessuale ed affettiva di tipo omosessuale, eterosessuale, bisessuale. In questo senso dunque appartiene alla definizione di orientamento sessuale anche la scelta dell'asessualità.

Pertanto questo termine indica un concetto che va distinto da quelli di sesso biologico, identità di genere e ruolo di genere. Il sesso biologico infatti è legato alla fisiologia sessuale; l'identità di genere al riconoscimento personale di appartenere ad uno dei generi e quindi di identificarsi come uomo o donna; il ruolo di genere infine si riferisce alle norme sociali e culturali in riferimento al comportamento  di uomini e donne.

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